Lo
ammettiamo: il titolo di questo post non è interamente farina del nostro sacco.
Abbiamo liberamente tratto ispirazione dalla splendida pubblicazione di un autore
molto più famoso di noi che ha messo nero su bianco la sua esperienza di
genitore adottivo in Colombia (Leo Ortolani, Due figlie e altri animali feroci).
Oggi
giornatona.
Partiti
dal Portal all’ora in cui di solito ci si alza, ci siamo diretti verso il
Parque Jaime Duque.
Con
noi c’erano anche i vicentini e i modenesi. Qui ci si identifica per provenienza
tranne per quelli che vengono da Vigevano che non abbiamo idea di come si
possano chiamare. Vigevanesi? Vigevanotti? In ogni caso, loro non c’erano quindi
il problema non si pone.
Dato
che in tre famiglie facevamo dodici persone e tre passeggini, abbiamo chiesto a
Ignacio di organizzarci il transfer con un budget accettabile. Ed è così che
abbiamo fatto la conoscenza di Fabio, autista di mini-pulmino da sette posti. Non
preoccupatevi: c’era anche Ignacio con la sua vettura quindi non abbiamo
lasciato a casa nessuno (e neanche al parco al rientro).
Dicevamo
di Fabio, conductor de mini-buseta e
terrorista. Nel senso che il viaggio con lui è stata un’esperienza di vero
terrore. Complici gli asfaltatori che hanno lastricato le strade lasciando dei
crateri e complici gli ammortizzatori (inesistenti) del mezzo, abbiamo
rischiato più di una volta di sfondare il soffitto con le nostre teste per i
sobbalzi! Lì per lì ci siamo guardati un po’ impauriti ma dopo un po’ i bimbi
gridavano “ancora salti, ancora salti”. Per loro il divertimento era iniziato
molto prima di fare il biglietto d’entrata al parco.
A
proposito del biglietto del parco, vedi a volte come soli cinque centimetri ti
facciano indispettire non poco (e non pensate subito male!). I bimbi sotto gli
80 cm non pagavano l’ingresso e Kevin, che stava dormendo bellamente nel suo
passeggino, è stato preso di peso, messo in piedi davanti a un metro a muro e
nonostante suo papà facesse di tutto per tenerlo un pochino accovacciato, è
risultato essere alto 85 cm e ha così pagato il biglietto. E poi c’è chi sparge
la voce che i popoli latini siano molto creativi e poco precisini!
Il
Parque fondato da tal Jaime Duque, che doveva essere un filantropo oltre che un
miliardario, è di per sé una tamarrata megagalattica. Accenniamo solo al fatto
che il buon Jaime, che è morto cinque anni fa, si è fatto costruire una cosina
molto discreta per farne la propria dimora: la ricostruzione in scala 1:1 del
Taj Mahal. Giusto per dare un’idea del soggetto.
Tutto
intorno a questa costruzione sorgono altri edifici non meno appariscenti e
attrezzature di ogni tipo per il divertimento di piccoli e grandi.
Lasciato
perdere il Taj Mahal e molte altre attrazioni non proprio tanto attraenti, ci
siamo concentrati sulla zona zoologica, probabilmente perché con sei bambini dei
quali la Dani era la più grande e la più tranquilla (!), la sentivamo più
congeniale.
E
in effetti qui abbiamo trovato pane per nostri denti e per quelli dei nostri niños che si sono divertiti moltissimo. Abbiamo
visto tigri, giaguari, leoni, ippopotami, pappagalli, scimmie e mille altri
animali esotici, uno più bello dell’altro e in più di un’occasione abbiamo
colto qualche somiglianza con gli esemplari che teniamo in casa nostra. L’indolenza
dei felini, la vivacità dei primati e il disastro sul fondo di molte gabbie
aveva un che di familiare…
L’unica
tamarrata a cui non siamo riusciti a rinunciare è stato il giretto con il
trenino panoramico: venticinque minuti per fare un chilometro. La parte più
divertente è stato vedere le condizioni in cui Alexander ha lasciato il vetro
del finestrino. Venticinque minuti di manate e slenguazzamenti lasciano il
segno, è sicuro!
Comunque,
alla fine di tutta la giornata, eravamo tutti molto soddisfatti e siamo certi
che alla domanda “qual è l’animale che ti è piaciuto di più?” i bambini
potrebbero benissimo rispondere “la mia mamma e il mio papà”. Essendo delle
vere belve, però, questa soddisfazione non te la daranno mai!
Ma
a noi piacciono così!
Besos,
I
Longo











Notevole da quel che si è potuto vedere dalle foto il Parque Jaime Duque, ma il nostro pensiero oggi va al viaggio che deve fare papà Luca. In bocca al lupo, buena suerte! Besos
RispondiEliminaE' partito all'alba e in questo momento dovrebbe essere in volo.
RispondiEliminaE' un pò preoccupato che le cose vadano per il verso giusto ma sono certa che sarà così.
La Dani si è svegliata e quando si è resa conto dell'assenza ha preso una maglia del papy e adesso ce l'ha praticamente addosso!
Besos!
non essendo riuscita a leggere proprio tutto mi sto chiedendo... ma come mai tu e i bimbi siete ancora lì?baciotto silvia
RispondiEliminaCarissima Silvia ciao!
RispondiEliminaLuca è tornato a Neiva (la città dove abbiamo incontrato Alexander) e poi si recherà anche nella sua città natale per sbrigare alcune pratiche necessarie per completare l'iter.
Noi saremmo stati decisamente di troppo dato che si tratta di andare per uffici e di incontrare un tot di persone (tra cui la giudice che ci ha tenuto in sospeso per cinque settimane!) quindi siamo rimasti a Bogotà. Luca rientrerà domani e noi nel frattempo cerchiamo di tenerci occupati. :-)
Un abbraccio!
Chiara