Noi
l’abbiamo fatto stamattina e non è stato per niente divertente.
Ci
siamo svegliati prestissimo per andare a fare le analisi ad Alexander. La pediatra,
infatti, ci aveva consigliato di andare nell’ambulatorio privato di buonora per
anticipare le altre persone. “Ci saranno anche qui i pensionati che non avendo
niente da fare per tutto il giorno si piazzano alle sei della mattina per
essere i primi della fila alla faccia di chi ha famiglia e deve andare a
lavorare” ci siamo detti con un po’ di cattiveria. Ipotesi improbabile dato che
si trattava di una clinica “infantil”,
quindi per soli bimbi.
Sorvoleremo
sulla tragedia del prelievo ad Ale. Accenneremo solamente al fatto che la
dottoressa a un certo punto ha dubitato che nel suo corpicino circolasse del
sangue dato che non c’era l’ombra di un vaso in cui infilare l’ago! Alla fine
ha fatto ricorso a una più esperta (e simpatica) infermiera che ha attinto
dalla manina. Nello studiolo, quindi, regnavano panico e disperazione. Esattamente
come in corridoio, dove c’era la sorella che nel frattempo dalle grida che
sentiva si era fatta convinta di non rivedere più il fratellino vivo.
Per
lo meno, tra urla lancinanti del risucchiante e sudorini freddi della mamma la
fialetta di sangue è stata recuperata.
Ora
mancavano le urine. Semplice no?
Luca
come al solito le aveva pensate tutte e si era premunito di tre sacchettini di
quelli che, insomma, applichi e aspetti. E non chiedete a cosa si applica e
nemmeno cosa si aspetta. Vabbè, si aspettano las gotas, le gocce. Perché per fare l’esame delle urine mica devi
portare litri di roba, ne basta poca. ‘Na parola!
Diciamo
solamente che la pediatra ha chiamato al Portal chiedendo nostre notizie perché
attendeva da noi gli esiti degli esami (che avevamo richiesto con urgenza), ma
dopo ore non ci eravamo ancora fatti vivi. E te credo! Stavamo ancora
aspettando las gotas perché il
signorino non si decideva a fare pipì!
Applicato
il sacchettino alle 7, le tanto attese goccioline sono comparse solamente alle
12 e in queste cinque ore non abbiamo fatto altro che cercare bagni forniti di “cambia-bebè”
per fare il controllino.
Subito
dopo il prelievo di sangue ci siamo fiondati al wc per poter così lasciare il
campione ma, vistosi di nuovo schienato, il piccolo è partito con uno strepito
che di sicuro ha bloccato ogni via d’uscita.
Come
ogni post-prelievo che si rispetti, siamo usciti dalla clinica cercando un bar
per il classico caffè e brioche, ma niente! Tutti i locali avrebbero aperto di
lì a un quarto d’ora. Dato che l’apprensione della goccia si faceva sentire,
però, non abbiamo resistito: siamo andati in uno dei mille McDonald’s che ci sono
a Bogotà (praticamente uno ad ogni angolo) per un muffin e per un fasciatoio
ergonomico. Nada! Abbiamo rinunciato
a un potenziale buon caffè per trovarci davanti un pannolino, e soprattutto un
sacchettino, tristemente asciutto.
Abbiamo
attaccato il cucciolo al biberon come si fa coi puledri e gli abbiamo fatto
bere mezzo litro di succo d’arancia, tanto che non crediamo ne vorrà più per
tutta la vita.
Camminando
abbiamo trovato un parco (ma va?) e lì abbiamo tentato il tutto e per tutto: la
camminata diuretica. Piccoli passi saltellanti con leggere spremiture di
pancino. In realtà, togliendolo dal passeggino, confidavamo molto sulla forza
di gravità.
Forza
di gravità, succo o saltelli, non sapremo mai cosa ha fatto il miracolo, fatto
sta che al rientro alla clinica las gotas
estaban ne el bolsito ma anche nel panial,
nel body e ovunque all’altezza dell’ombelico.
Quel
che contava, però è che finalmente avevamo portato il campione in laboratorio e
di lì a poco ci avrebbero fatto avere i risultati.
Quando
abbiamo chiamato la pediatra, la distinta signora quasi ci diceva:”Ma donde estaban finidos? Para dos gotas de
pipì non es la fin de el mundo!”
Come
darle torto?
Fortunatamente
non c’è nulla di preoccupante e Alexander, per paura di dover ripetere la
drammatica esperienza, ha deciso di stare già un pochino meglio.
Oggi
però è comparsa una tosse piuttosto fastidiosa e con Luca ci siamo detti “non è
che avrà la bronchite? In quel caso dovrebbe fare i raggi e, visto il soggetto,
il rischio è che al posto della lastra ne esca un film in 3D!!!”
Besos,
I
Longo
20 agosto. Ieri la mossa del cane, oggi las gotas. Nessun commento, solo abbiate pazienza. Besos
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