lunedì 20 agosto 2012

Figli e altre belve


Lo ammettiamo: il titolo di questo post non è interamente farina del nostro sacco. Abbiamo liberamente tratto ispirazione dalla splendida pubblicazione di un autore molto più famoso di noi che ha messo nero su bianco la sua esperienza di genitore adottivo in Colombia (Leo Ortolani, Due figlie e altri animali feroci).

Oggi giornatona.

Partiti dal Portal all’ora in cui di solito ci si alza, ci siamo diretti verso il Parque Jaime Duque.

Con noi c’erano anche i vicentini e i modenesi. Qui ci si identifica per provenienza tranne per quelli che vengono da Vigevano che non abbiamo idea di come si possano chiamare. Vigevanesi? Vigevanotti? In ogni caso, loro non c’erano quindi il problema non si pone.

Dato che in tre famiglie facevamo dodici persone e tre passeggini, abbiamo chiesto a Ignacio di organizzarci il transfer con un budget accettabile. Ed è così che abbiamo fatto la conoscenza di Fabio, autista di mini-pulmino da sette posti. Non preoccupatevi: c’era anche Ignacio con la sua vettura quindi non abbiamo lasciato a casa nessuno (e neanche al parco al rientro).

Dicevamo di Fabio, conductor de mini-buseta e terrorista. Nel senso che il viaggio con lui è stata un’esperienza di vero terrore. Complici gli asfaltatori che hanno lastricato le strade lasciando dei crateri e complici gli ammortizzatori (inesistenti) del mezzo, abbiamo rischiato più di una volta di sfondare il soffitto con le nostre teste per i sobbalzi! Lì per lì ci siamo guardati un po’ impauriti ma dopo un po’ i bimbi gridavano “ancora salti, ancora salti”. Per loro il divertimento era iniziato molto prima di fare il biglietto d’entrata al parco.

A proposito del biglietto del parco, vedi a volte come soli cinque centimetri ti facciano indispettire non poco (e non pensate subito male!). I bimbi sotto gli 80 cm non pagavano l’ingresso e Kevin, che stava dormendo bellamente nel suo passeggino, è stato preso di peso, messo in piedi davanti a un metro a muro e nonostante suo papà facesse di tutto per tenerlo un pochino accovacciato, è risultato essere alto 85 cm e ha così pagato il biglietto. E poi c’è chi sparge la voce che i popoli latini siano molto creativi e poco precisini!

Il Parque fondato da tal Jaime Duque, che doveva essere un filantropo oltre che un miliardario, è di per sé una tamarrata megagalattica. Accenniamo solo al fatto che il buon Jaime, che è morto cinque anni fa, si è fatto costruire una cosina molto discreta per farne la propria dimora: la ricostruzione in scala 1:1 del Taj Mahal. Giusto per dare un’idea del soggetto.

Tutto intorno a questa costruzione sorgono altri edifici non meno appariscenti e attrezzature di ogni tipo per il divertimento di piccoli e grandi.

Lasciato perdere il Taj Mahal e molte altre attrazioni non proprio tanto attraenti, ci siamo concentrati sulla zona zoologica, probabilmente perché con sei bambini dei quali la Dani era la più grande e la più tranquilla (!), la sentivamo più congeniale.

E in effetti qui abbiamo trovato pane per nostri denti e per quelli dei nostri niños che si sono divertiti moltissimo. Abbiamo visto tigri, giaguari, leoni, ippopotami, pappagalli, scimmie e mille altri animali esotici, uno più bello dell’altro e in più di un’occasione abbiamo colto qualche somiglianza con gli esemplari che teniamo in casa nostra. L’indolenza dei felini, la vivacità dei primati e il disastro sul fondo di molte gabbie aveva un che di familiare…

L’unica tamarrata a cui non siamo riusciti a rinunciare è stato il giretto con il trenino panoramico: venticinque minuti per fare un chilometro. La parte più divertente è stato vedere le condizioni in cui Alexander ha lasciato il vetro del finestrino. Venticinque minuti di manate e slenguazzamenti lasciano il segno, è sicuro!

Comunque, alla fine di tutta la giornata, eravamo tutti molto soddisfatti e siamo certi che alla domanda “qual è l’animale che ti è piaciuto di più?” i bambini potrebbero benissimo rispondere “la mia mamma e il mio papà”. Essendo delle vere belve, però, questa soddisfazione non te la daranno mai!

Ma a noi piacciono così!
 
Besos,
I Longo














4 commenti:

  1. Notevole da quel che si è potuto vedere dalle foto il Parque Jaime Duque, ma il nostro pensiero oggi va al viaggio che deve fare papà Luca. In bocca al lupo, buena suerte! Besos

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  2. E' partito all'alba e in questo momento dovrebbe essere in volo.
    E' un pò preoccupato che le cose vadano per il verso giusto ma sono certa che sarà così.
    La Dani si è svegliata e quando si è resa conto dell'assenza ha preso una maglia del papy e adesso ce l'ha praticamente addosso!

    Besos!

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  3. non essendo riuscita a leggere proprio tutto mi sto chiedendo... ma come mai tu e i bimbi siete ancora lì?baciotto silvia

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  4. Carissima Silvia ciao!
    Luca è tornato a Neiva (la città dove abbiamo incontrato Alexander) e poi si recherà anche nella sua città natale per sbrigare alcune pratiche necessarie per completare l'iter.
    Noi saremmo stati decisamente di troppo dato che si tratta di andare per uffici e di incontrare un tot di persone (tra cui la giudice che ci ha tenuto in sospeso per cinque settimane!) quindi siamo rimasti a Bogotà. Luca rientrerà domani e noi nel frattempo cerchiamo di tenerci occupati. :-)
    Un abbraccio!
    Chiara

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