Come
nella peggiore delle previsioni, oggi, la cara, simpatica, disponibile e
soprattutto professionale pediatra, Angela Ruiz, è tornata a farci visita, o
meglio a visitare Ale per la “tercera vez”
in due settimane. Il cucciolo, infatti, anche questa mattina si è svegliato con
la febbre oltre i 38 °C e, soprattutto, con una tosse che non lasciava
presagire nulla di buono.
Responso:
inizio di bronchite e di conseguenza, inizio della terapia antibiotica, come
normale e giusto che sia dopo 4 giorni di febbre alta e nessun segno di
miglioramento.
In
Colombia l’approccio alle malattie dei bambini è molto diverso da quello
italiano. Da noi, dopo tre giorni di febbre alta e assenza di miglioramenti, si
parte con l’antibiotico, qui, invece, l’antibiotico è l’extrema ratio e si da solo dopo aver fatto le analisi del sangue
e/o delle urine.
La
spiegazione che ci siamo dati è abbastanza veniale … L’assistenza sanitaria,
per chi ha un minimo di disponibilità, è soprattutto privata, quindi i mille
laboratori e centri di diagnosi come fanno a sopravvivere se non si ordinano
esami e/o analisi? Fatto sta che dopo 4 giorni di autentico patimento oggi ci
sentiamo un po’ meno preoccupati e anche il piccolo colombiano doc sembra
mostrare i primi incoraggianti segni di miglioramento.
Sul
fronte burocratico, invece, nessun segnale, speriamo che “domani sarà un giorno
migliore”, per citare una canzone molto famosa di alcuni anni fa, anche perché,
oltre che tra noi, qui al Portal, tra le varie coppie più o meno nella nostra stessa
situazione iniziano a serpeggiare i primi malumori e i primi evidenti segni di scompensazione.
Se poi si considera che le Olimpiadi sono terminate, passare le giornate per
chi come noi deve rimanere chiuso in camera diventa un problema non da poco!
Besos,
I
Longo
20 agosto. Alex ora sta senz'altro bene e la pratica sta andando avanti: Dài che fra poco vi vogliamo abbracciare. I nonni
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