Habemus
sententiam!!!
Evvaiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Avete
presente la scena di Aldo di Aldo, Giovanni e Giacomo quando fa “non ci posso
credere!!!”?
Ecco,
noi dalle 17:00 ora colombiana, mezzanotte in Italia, abbiamo quella stessa
espressione.
Perché
finalmente la giudice ha firmato la sentenza!
Ora,
se a qualcuno il concetto è sfuggito, lo spieghiamo molto volentieri:
dopo
cinque settimane precise di attesa, possiamo finalmente affermare che
Alexander è ufficialmente nostro figlio!
Per
lo meno per la burocrazia colombiana.
Luca,
che è un puntiglioso, ci tiene a precisare che finché sulla sentenza non c’è
anche la sua firma, il documento non è del tutto completo, né tanto meno
ufficiale.
Io
che sono un tantino più emotiva e all’occorrenza parecchio melodrammatica,
penso che quella firma significhi già tutto.
Chi
la sa molto più lunga di noi, però, ha detto una verità sacrosanta e dopo la
sua di sentenza non ci sarebbe assolutamente niente da aggiungere:
“ma
Ale era già vostro figlio fin da subito e io ho sempre pensato che fosse già
mio fratello!!!” (cit. Daniela la saggia).
…
Qualche
puntino di sospensione per farvi riflettere sulla grande verità rivelata dalla
piccola e riprendiamo il discorso da un punto di vista molto più !"terra terra".
Dopo
cinque settimane, trentacinque giorni, svariate gocce di valeriana, numero
imprecisato di lacrime, congetture a non finire, lasciamo perdere la quantità
di migliaia di euro, finalmente la tanto attesa chiamata è arrivata.
Ormai
non ci speravamo più perché il pomeriggio era già al termine e il telefono continuava
a starsene ostinatamente silenzioso.
Non
restava che uscire per distrarsi ed evitare così lo scoramento totale. Avevamo appena
finito di allacciarci le scarpe quando il display del cellulare ha iniziato a
lampeggiare a intermittenza il nome di Olga Jamile, la mitica avvocatessa, la
quale ha esordito dicendo: “ci sono buone notizie”.
Dopo
mezz’ora eravamo da Archie’s a festeggiare con cheescake al dulce de leche e brownie
con helado colante.
Inutile
dire la nostra felicità e il sollievo che proviamo. Per carità, di cose da fare
e di possibili intoppi ce ne sono ancora tantissimi ma questo era decisamente
lo scoglio più grande da superare.
La
cosa più difficile è digerire il fatto che alcune coppie da noi personalmente
incontrate hanno avuto la sentenza in due, dieci, quindici giorni. Il sospetto che
nasce spontaneo è che nei tribunali colombiani non ci sia scritto “La legge è
uguale per tutti”.
Qui
ci sono coppie incavolatissime per molto meno. Una è addirittura intenzionata a
fare causa al proprio ente (per inciso quello che ti ha fatto incontrare tuo
figlio) perché non è in grado di giustificare una settimana di ritardo nella presentazione
delle pratiche.
A
noi hanno sempre detto che l’adozione si fa nel Paese d’origine dei propri
figli e che bisogna rispettare le regole che il quel Paese vigono. Su questo
principio ci siamo basati per tenere i nervi saldi fino ad ora e porteremo
eterno rispetto verso le istituzioni colombiane. Resta comunque il fatto che
non capiremo mai perché una pratica che in alcuni casi richiede due giorni, nel
nostro ne ha voluti trentacinque.
In
ogni caso, ci impegniamo a non chiedercelo più e a guardare avanti. Verso l’Italia.
Verso casa. Con Alexander, per sempre.
Besos,
I
Longo







CONGRATULAZIONI, EVVIVA EVVIVA!
RispondiElimina...lacrime a gogo'!! Siamo ultrafelici per voi...ed ora inizia il conto alla rovescia verso casa, Non vediamo l'ora di riabbracciarvi!!!!
RispondiEliminaMAAAAA VIENIIIIIIIIIII !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaSIAMO ULTRA FELICI PER VOI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L'ERA ORA :-)
UN ABBRACCIONE I TREVI
Che dire, difficile rimanere sempre parole ma questo è uno di quei casi. Un abbraccio fortissimo. A presto, ormai si può dire con certezza :-)
RispondiElimina20 agosto. Straordinaria Daniela la saggia. Copiando il commento sopra ...lacrime a gogò. Ragazzi: nervi saldi! La va a pochi! Abbiamo festeggiato anche noi, besos.
RispondiEliminaRagazzi, un grazie collettivo per la vostra vicinanza e per la condivisione della nostra gioia!
RispondiEliminaNoi siamo un pò stanchi ma felicissimi e questo anche grazie a voi.
un abbraccio!