martedì 21 agosto 2012

Ultime dal fronte


Oggi era il gran giorno. Luca è tornato a Neiva per firmare la sentenza.

Per non far fare un colpo ai nonni, anticipo che alla fine tutto si è concluso come avrebbe dovuto: adesso siamo in possesso di due documenti fondamentali per procedere con l’iter.

Ammetto che la tentazione di tenervi con il fiato sospeso l’ho avuta ma per come si sono svolte le cose il rischio di creare un’ansia eccessiva c’era e ho rinunciato.

Dunque, parto dal fondo dicendo che Luca è arrivato in albergo quando qui erano le 21, provato, scosso, distrutto nel corpo e nello spirito, affamato e secondo me pure abbastanza lercio. Ma se non altro è arrivato in un posto dove ha potuto rifocillarsi e farsi una bella doccia.

Quello che adesso riferirò l’ho appreso durante la telefonata che lui stesso è riuscito a fare appena arrivato all’hotel e mi limiterò a riportare i fatti come me li ha descritti.

Stamattina aveva appuntamento con la signora che gestisce i transfer per conto dell’ente alle 5:45 e, dato che il buon giorno si vede dal mattino, questa si è presentata alle 6:00.

Io avevo sentito la macchina arrivare e a colazione faccio: “Ma Carmenza, Janeth a che ora è arrivata?” – “A las seis” – “Ah, ma doveva essere aqui alle cinco y quarantaysinco” – “Si ma estava ancora tacada alla cubierta!” – “Ah, mi pareva!”.

Ma questo non era ancora niente.

Arrivato in aeroporto Luca va a fare il check-in e gli dicono che siccome l’aereo è molto piccolo, il trolley non può essere portato come bagaglio a mano. Vi lascio immaginare la serenità con cui si apprestava a salirvi!

Va in sala d’attesa e sul display compare la scritta “delayed”, cancellato, in corrispondenza del suo volo. Panico.

Alla fine l’aereo è comunque partito, sebbene con un certo ritardo.

Non mi ha fatto un report del volo ma si è limitato a dire che se ci fossi stata io, mi sarei rifiutata di salire a bordo.

Arrivato a Neiva trova l’autista Dagoberto che lo porta immediatamente in tribunale dove incontra Haydee, l’avvocato che ci ha accompagnato nel primo tratto del nostro percorso. Finalmente Luca mette la sua firma sulla sentenza del giudice e adesso l’ufficialità del fatto che Alexander è nostro figlio è proprio ufficialissima!

Bene, fatto questo Luca pensa di poter/dover incontrare la famosa giudice che, consapevole del caldo che avremmo sofferto in Italia, ha pensato bene di allungare di un considerevole numero di settimane il nostro soggiorno colombiano, essendo il clima di questo Paese molto più favorevole. Nada! La giudice no quiere hablar con ninguno”.

Nemmeno la soddisfazione di vederla in faccia c’ha dato ‘sta ....

Ed è in momenti come questi che il nostro rispetto per le istituzioni vacilla un po’.

Beh, poco male. Una faccia da …. in meno da vedere durante la giornata non ha mai rovinato la vita a nessuno.

Rimaneva da andare a Pitalito, il paese natale di Alexander, a 180 km da Neiva, per poter cambiare l’atto di nascita. Funziona che tu vai all’anagrafe con la sentenza del giudice che dice che il tal bambino che in principio aveva quel nome e cognome, dal tal giorno si chiama con lo stesso nome (a meno che i genitori non lo cambino) ma col cognome dei genitori adottivi. In seguito al cambio, per quanto ne sappiamo, l’atto di nascita iniziale viene archiviato definitivamente, cioè distrutto.

Un documentino abbastanza importante, eh?

Bene, prima di partire per Pitalito Haydee, non si sa per quale motivo, invita Luca a casa sua. Qui il marito le comunica che le è morta la madre, malata da tempo.

Luca non ha descritto la situazione in modo dettagliato. Ha preferito che immaginassi da sola i momenti che ha vissuto e lo stesso faccio io con voi.

Morale della favola: Luca è partito per Pitalito da solo con Dagoberto che, pensando di andare in gita, si è portato dietro la moglie. E andando in gita cosa si fa? Si mette la musica a palla e si abbassano i finestrini per respirare l’aria della campagna. Luca mi ha detto solo che è stato uno dei viaggi più allucinanti che abbia mai fatto.

Alla registratoria di Pitalito trovano la classica stronza (scusatemi adesso anche per le prossime volte che lo dirò!). Aria di sufficienza e massima noncuranza: “No tiengo la linea internet. Regresa mañana para mañana”. Brivido lungo la schiena.

Dagoberto, brav’uomo, a parte le iniziative di andare in gita quando la gente deve fare il cambio del registro di suo figlio, le ha spiegato la situazione “El señor viene da Bogotà y no puede regresar in continuacion esperando che la linea vuelva de nuevo” – “No tiengo la linea internet”.

Ed è stato quando si è sentito dire così per l’ennesima volta che Luca si è deciso a chiamare super-Olga, l’avvocato di Bogotà, la quale si è fatta passare Miss-no-tiengo-la-linea-internet e le ha detto due paroline. Paroline che sono risultate molto convincenti visto che dopo aver restituito il cellulare a Luca la stronza si è rivelata invece molto servizievole e, miracolo, la linea è tornata!

Luca ha solamente intuito quali fossero le paroline, ma a quel punto poco importava. Si trattava di fare finalmente quello per cui era arrivato fin lì.

E alla fine l’ha fatto: firme sue, firme del registrador, firme della stronza, copie su copie, soldi su soldi, tutto senza l’aiuto, per quanto misero, di Dagoberto, perché se si è in gita non si guarda in faccia a nessuno e si porta la signora a mangiare come si deve!

Ed è così che Luca si è trovato da solo con la stronza e ha passato un pomeriggio davvero indimenticabile.

Finite le fotocopie e soprattutto il pranzo dei piccioncini, via di nuovo verso Neiva, musica a palla e finestrini abbassati, naturalmente.

Ora, chiunque sa che un parto non è proprio una cosa piacevolissima e sono quasi convinta che i mariti si sentano molto sollevati dal non dover affrontare una prova tanto difficile. Tranne il mio, povera stella!
 

Besos,
I Longo

4 commenti:

  1. Dire che la faccenda è difficile come un parto è dire poco, diremmo che è un calvario. Questo figlio: desiderato, voluto, amato, è veramente sofferto. Vabbè che qui qualcuno ha anche detto che siete degli eroi, però Luca ... povera stella! (stella di prima grandezza) A quando per sapere del ritorno a Bogotà? Anche telefonicamente. Los abuelos

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  2. Luca sarà qui quando in Italia saranno circa le 21:30. Volete provare a chiamare? Forse gli sarà utile sentire anche la vostra voce.
    Grazie e a presto!

    PS: Gianna, che ne dici di fargli trovare un bel diploma di spagnolo "ottimo livello" al suo rientro??? Per me se l'è stra-meritato sul campo! ;-)

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    1. Ok ci sentiamo. Para el titulo de bachillerato todo bien, pero no hay que decirlo yo. Besos a todos

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