A
Bogotà c’è un luogo chiamato “Centro italiano di Bogotà”.
Dopo
averne sentito parlare praticamente da tutti i connazionali ci siamo decisi ad
andare a vederlo perché invogliati dai diversi svaghi che offre a chiunque
possieda un passaporto italiano.
Per
pura prudenza abbiamo chiesto informazioni a Carmenza la quale ci ha confermato
che vi si trova una piscina, un ristorante di un certo livello, un caffè, un parcogiochi,
campi da tennis ecc. “Però no soy segura perché puedon entrar
solamente los italianos”. E noi a scandalizzarci per questa ingiustizia. “Insomma,
tutto questo bendiddio solamente per quei quattro gatti di italiani che ci
saranno in tutta la Colombia?” “E come faranno a tenere in piedi una struttura
del genere con le relative quattro tessere in croce che racimoleranno in un
anno!”.
E
con questi pensieri, dopo aver attentamente studiato la Google map in versione “satellite”,
ci siamo incamminati verso il covo italico.
C’è
da dire che, essendoci una prevalenza schiacciante di italiani al Portal, non
ci manca particolarmente il nostro idioma ma l’idea di andare in un posto in
cui tutti gli sconosciuti che avremmo incontrato l’avrebbero parlato un po’ ci
elettrizzava.
Beh,
ci siamo diselettrizzati subito.
A
parte il fatto che è stato subito evidente che la mappa di Google era stata
memorizzata maluccio nelle nostre teste (ci siamo persi e abbiamo dovuto
chiedere a quattro persone prima di beccare la calle giusta), abbiamo preso un bel granchio pure sull’idea che c’eravamo
fatti degli avventori del club (perché alla fine di un vero e proprio club si
tratta, con tanto di targa del Rotary in bellavista).
Se
l’idea era quella di incontrare solamente connazionali, o per lo meno qualcuno
che sapesse la nostra lingua, altro che diselettrizzazione!
Non
ce n’era uno!!!
Solamente
per far capire loro che volevamo dare un’occhiata in giro c’è voluta mezz’ora. Per
chiedere informazioni sulla piscina, poi, non vi dico. Ma su questo ci siamo
chiariti subito: più di 250 euro per un mese di abbonamento è stato un messaggio
chiarissimo.
Per
carità, tutte le persone di servizio sono state carinissime. Probabilmente avranno
voluto preservare gli unici esemplari di genere italiano che fossero presenti
in quel momento, giusto per giustificare l’enorme targa che campeggia sulla
facciata dell’edificio.
Rimane
il dubbio su come gli ospiti che abbiamo incrociato siano riusciti a entrarci. Ovviamente
non abbiamo controllato i loro passaporti, ma siamo abbastanza certi di non
aver incontrato un solo connazionale in tutto l’edificio. Sul fatto che loro l’abbonamento
l’abbiano sottoscritto senza battere ciglio, invece, non ci sono dubbi a
giudicare dalle macchine che sostavano nel parcheggio con relativo autista a
fare un sonnellino mentre la señora
giocava a tennis.
Per
quanto ci riguarda, abbiamo fatto di tutto per comportarci da veri italiani: abbiamo
chiesto di dare un’occhiata in giro e alla fine ci siamo impossessati del parcogiochi
per più di due ore. Eravamo tentati di impegnarci di più schiamazzando e
comportandoci da buzzurri ma abbiamo avuto paura che ci proponessero di fare la
tessera “gold”, quella del vero italiano all’estero. E chissà quanto ci sarebbe
costata!
Besos,
I
LongoPS per i nonni: domani, cioè quando leggerete questo post, probabilmente non riusciremo a sentirci perchè andremo in gita con altre famiglie e partiremo presto. Portate pazienza. :-). Bacioni!



Dopo 20 giorni di pena (era impossibile postare un commento), dopo aver chiesto a destra a manca la soluzione del problema, finalmente stasera un tecnico "mago" mi ha aiutato, ma è sparita nonnagiò ed eccomi ufficialmente. Quindi sono con voi. Almeno avete goduto del parco giochi? I bimbi contenti? BESOS dai nonni.
RispondiEliminaFelice di ritrovarti!
RispondiEliminaPer noi però sarai sempre "nonnagiò"!