Oggi in Colombia è festa nazionale ma qualcosa non
quadra.
Ci hanno detto che per volere di un italiano (ma il
sospetto è che se a chiederlo fosse stato un parigino forse si doveva
ringraziare un francese) molto tempo fa il Parlamento colombiano ha deliberato
che ogni festività che cade durante la settimana, ma anche di domenica, venga
festeggiata il primo lunedì disponibile. Succede così che una famiglia che sta
qui da diverse settimane abbia finora inforcato una terna di lunedì in cui gli
uffici sono rimasti chiusi.
Ora, la cosa può sembrare una bella furbata: hai il
sabato, la domenica e c’attacchi pure il lunedì così ti fai un bel week end
lungo. Però a volte può rivelarsi una bella fregatura: se la festa cade di
giovedì, sai che bel ponte che ne esce fuori? Chissà che strane congetture
aveva fatto quell’italiano (che poi sarà stato sicuramente un francese…).
In ogni caso, oggi, è festa nazionale e qualcosa non
quadra perché il giorno in cui si festeggia è proprio oggi che è venerdì. E
cosa si festeggia, direte voi? Cito testualmente da un sito che evidentemente ne
sa più di noi: la
Festa Nazionale in Colombia
viene celebrata il 20 di luglio quale giorno di indipendenza dalla Spagna o
"Dìa de la Independencia" o ancora tradizionalmente diffuso come
"Grito de Independencia", anniversario del 20 luglio 1810,
indipendenza ottenuta grazie all'iniziativa rivoluzionaria ed indipendentista
di Simon Bolivar e Santander.
E bravi Bolivar (a cui è dedicato l’enorme
polmone verde di Bogotà) e Santander (a cui non sappiamo cosa sia dedicato ma
per par condicio almeno un ponte sarà stato messo a suo nome!).
Ieri sera ci siamo avvicinati alla
senora Claudia (adesso che ci pensiamo, probabilmente prima o poi sarà il caso
di parlare pure di lei) e, nel nostro spagnolo fluente, per amor di
conversazione le abbiamo detto: “Senora Claudia, ne risulta que manana
(pronuncia: maniana) està la fiesta nacional, verdadero?”. E lei ha fatto
subito un viso preoccupato e ha iniziato a metterci in guardia: non pensate
nemmeno di avvicinarvi al centro! Coi bambini poi! Mi raccomando! La gente fa
festa e non si sa mai cosa può capitare! Il tutto in uno spagnolo molto fluente
finché ha aggiunto un termine che assomigliava molto a “imborèssan” e allora lì
è stato tutto molto più chiaro. Insomma, lontani dai colombiani imboressati!
E così noi, che in realtà non avevamo mai
avuto nessuna intenzione di seguire i festeggiamenti dal vivo, ci siamo tenuti
alla larga dalla Candelaria, il centro bogotano, e abbiamo festeggiato la
independencia facendo una lunghissima passeggiata.
Vagando per le strade quasi vuote ci
siamo imbattuti in una specie che non avevamo ancora incontrato sul nostro
cammino: il colombiano sportivo.
Da rimanere a bocca aperta. Stavolta
anche alcune donnine che conosco avrebbero avuto le loro belle cose da dire. Ragazzotti
iper-attrezzati che facevano footing, andavano su roller blade, in rampichino,
addirittura uno, arditissimo e atleticissimo, correva come un forsennato a
piedi nudi!
Ma l’apoteosi l’abbiamo raggiunta (o
meglio io l’ho raggiunta) arrivando per caso in un parco dove un gruppetto di
trentenni a torso nudo stava giocando a pallavolo. Luca è rimasto affascinato
dai cani che, nonostante i padroni si stessero dannando (tra l’altro con molto
stile) dietro a una palla, se ne stavano a bordo campo tranquillissimi. Io i
cani manco li ho visti!!!
Insomma, ovunque girassimo l’angolo c’era
un colombiano impegnato in qualche attività sportiva. Evidentemente è così che
festeggiano l’indipendenza: o si imboressano o fanno sport.
In ogni caso sono molto più
nazionalisti di noi. I tricolori che vedi in Italia sommando le bandiere del 25
aprile a quelle del 2 giugno le vedi qui entrando in un solo negozio. Perché il
colombiano doc mi porta sempre un braccialettino giallo, rosso e blu, o una stricola
ricamata sulla camicia, oppure fa girare la figlioletta con la bandiera dipinta
sulla guancia (vista al centro commerciale). Qui il trucca-bimbi ha solo tre
colori: giallo, rosso e blu. E farfalle non ne fa nemmeno sotto tortura!
Io e Luca ricordiamo ancora con immensa
vergogna quella volta, sei anni fa, che la senora Claudia ci ha chiesto il
significato dei colori della nostra bandiera. Ci siamo guardati come per dire “parli
tu, vero?”. Provate a immaginare le nostre facce, lontani da casa e soprattutto
da un pc collegato a internet, ad arrampicarci sugli specchi azzardando le
risposte più assurde!
Lei, invece, ci aveva spiegato piena di
orgoglio che il giallo (la banda più larga) simboleggia l’oro di cui la
Colombia è ricca (ma anche di smeraldi è ricchissima, nonostante non ci sia
traccia del verde, mah!), il rosso è il sangue dei martiri della patria, mentre
il blu sta a significare i due mari da cui il Paese è lambito.
Adesso, però, non fate tutti i
saputelli a dire “io so cosa significano il bianco, rosso e verde” che tanto
non ci crede nessuno! Intanto noi, somari, non abbiamo studiato nemmeno
stavolta quindi se ci becca di nuovo siamo da espulsione dalla classe!
Beh, se riusciamo ad arrivare a sera
senza toccare l’argomento con la senora Claudia, siamo salvi!
Besos,
I Longo
Bene la lunga passeggiata, meglio sicuramente del centro commerciale. A proposito della nostra bandiera un'occhiatina su Google, no? I bimbi sempre più belli, voi ... pure. Besos a tutti.
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