venerdì 20 luglio 2012

W la independencia!


Oggi in Colombia è festa nazionale ma qualcosa non quadra.


Ci hanno detto che per volere di un italiano (ma il sospetto è che se a chiederlo fosse stato un parigino forse si doveva ringraziare un francese) molto tempo fa il Parlamento colombiano ha deliberato che ogni festività che cade durante la settimana, ma anche di domenica, venga festeggiata il primo lunedì disponibile. Succede così che una famiglia che sta qui da diverse settimane abbia finora inforcato una terna di lunedì in cui gli uffici sono rimasti chiusi.


Ora, la cosa può sembrare una bella furbata: hai il sabato, la domenica e c’attacchi pure il lunedì così ti fai un bel week end lungo. Però a volte può rivelarsi una bella fregatura: se la festa cade di giovedì, sai che bel ponte che ne esce fuori? Chissà che strane congetture aveva fatto quell’italiano (che poi sarà stato sicuramente un francese…).


In ogni caso, oggi, è festa nazionale e qualcosa non quadra perché il giorno in cui si festeggia è proprio oggi che è venerdì. E cosa si festeggia, direte voi? Cito testualmente da un sito che evidentemente ne sa più di noi: la Festa Nazionale in Colombia viene celebrata il 20 di luglio quale giorno di indipendenza dalla Spagna o "Dìa de la Independencia" o ancora tradizionalmente diffuso come "Grito de Independencia", anniversario del 20 luglio 1810, indipendenza ottenuta grazie all'iniziativa rivoluzionaria ed indipendentista di Simon Bolivar e Santander.


E bravi Bolivar (a cui è dedicato l’enorme polmone verde di Bogotà) e Santander (a cui non sappiamo cosa sia dedicato ma per par condicio almeno un ponte sarà stato messo a suo nome!).


Ieri sera ci siamo avvicinati alla senora Claudia (adesso che ci pensiamo, probabilmente prima o poi sarà il caso di parlare pure di lei) e, nel nostro spagnolo fluente, per amor di conversazione le abbiamo detto: “Senora Claudia, ne risulta que manana (pronuncia: maniana) està la fiesta nacional, verdadero?”. E lei ha fatto subito un viso preoccupato e ha iniziato a metterci in guardia: non pensate nemmeno di avvicinarvi al centro! Coi bambini poi! Mi raccomando! La gente fa festa e non si sa mai cosa può capitare! Il tutto in uno spagnolo molto fluente finché ha aggiunto un termine che assomigliava molto a “imborèssan” e allora lì è stato tutto molto più chiaro. Insomma, lontani dai colombiani imboressati!


E così noi, che in realtà non avevamo mai avuto nessuna intenzione di seguire i festeggiamenti dal vivo, ci siamo tenuti alla larga dalla Candelaria, il centro bogotano, e abbiamo festeggiato la independencia facendo una lunghissima passeggiata.


Vagando per le strade quasi vuote ci siamo imbattuti in una specie che non avevamo ancora incontrato sul nostro cammino: il colombiano sportivo.


Da rimanere a bocca aperta. Stavolta anche alcune donnine che conosco avrebbero avuto le loro belle cose da dire. Ragazzotti iper-attrezzati che facevano footing, andavano su roller blade, in rampichino, addirittura uno, arditissimo e atleticissimo, correva come un forsennato a piedi nudi!


Ma l’apoteosi l’abbiamo raggiunta (o meglio io l’ho raggiunta) arrivando per caso in un parco dove un gruppetto di trentenni a torso nudo stava giocando a pallavolo. Luca è rimasto affascinato dai cani che, nonostante i padroni si stessero dannando (tra l’altro con molto stile) dietro a una palla, se ne stavano a bordo campo tranquillissimi. Io i cani manco li ho visti!!!


Insomma, ovunque girassimo l’angolo c’era un colombiano impegnato in qualche attività sportiva. Evidentemente è così che festeggiano l’indipendenza: o si imboressano o fanno sport.


In ogni caso sono molto più nazionalisti di noi. I tricolori che vedi in Italia sommando le bandiere del 25 aprile a quelle del 2 giugno le vedi qui entrando in un solo negozio. Perché il colombiano doc mi porta sempre un braccialettino giallo, rosso e blu, o una stricola ricamata sulla camicia, oppure fa girare la figlioletta con la bandiera dipinta sulla guancia (vista al centro commerciale). Qui il trucca-bimbi ha solo tre colori: giallo, rosso e blu. E farfalle non ne fa nemmeno sotto tortura!
 

Io e Luca ricordiamo ancora con immensa vergogna quella volta, sei anni fa, che la senora Claudia ci ha chiesto il significato dei colori della nostra bandiera. Ci siamo guardati come per dire “parli tu, vero?”. Provate a immaginare le nostre facce, lontani da casa e soprattutto da un pc collegato a internet, ad arrampicarci sugli specchi azzardando le risposte più assurde!
 

Lei, invece, ci aveva spiegato piena di orgoglio che il giallo (la banda più larga) simboleggia l’oro di cui la Colombia è ricca (ma anche di smeraldi è ricchissima, nonostante non ci sia traccia del verde, mah!), il rosso è il sangue dei martiri della patria, mentre il blu sta a significare i due mari da cui il Paese è lambito.


Adesso, però, non fate tutti i saputelli a dire “io so cosa significano il bianco, rosso e verde” che tanto non ci crede nessuno! Intanto noi, somari, non abbiamo studiato nemmeno stavolta quindi se ci becca di nuovo siamo da espulsione dalla classe!


Beh, se riusciamo ad arrivare a sera senza toccare l’argomento con la senora Claudia, siamo salvi!

Besos,
I Longo





1 commento:

  1. Bene la lunga passeggiata, meglio sicuramente del centro commerciale. A proposito della nostra bandiera un'occhiatina su Google, no? I bimbi sempre più belli, voi ... pure. Besos a tutti.

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