mercoledì 25 luglio 2012

Sua santità il caffè


Oggi si è realizzato un sogno. Siamo andati all’Illy Caffè corner per il mitico Mocaccino.

Ormai siamo a Bogotà da venti giorni ma non eravamo ancora riusciti ad andare ,o meglio ci eravamo fatti trarre in inganno e finora avevamo solamente perso tempo.

Il fatto è che i colombiani, da bravi patrioti nazionalisti, credono in Juan Valdez. Il loro è un vero e proprio atto di fede e vanno al suo cospetto presso i santuari disseminati in tutto il Paese. A Neiva ne abbiamo visti un paio mentre Bogotà è stata letteralmente invasa (come tutto il Sud America del resto).

El senor Juan Valdez in realtà non esiste. È un nome fittizio per reclamizzare e distribuire il caffè prodotto dai cafeteros colombiani. Come operazione di marketing, in effetti, funziona benissimo perché entrando in una qualsiasi caffetteria ti sembra di contribuire a migliorare le sorti dei campesinos che, mulo al seguito, faticano a raccogliere i chicchi rossi nelle zone più impervie del Paese.

Chi ti prepara il caffè indossa una T-shirt con su scritto “io ti sto preparando il caffè dei produttori colombiani”, alle pareti ci sono gigantografie dei muli e dei chicchi rossi, ad ogni angolo ci sono pacchi di caffè con su scritta la regione di provenienza. Insomma, un livello altissimo di autoreferenzialità e tu ti gusti il caffè convinto di sentire il profumo delle Ande.

In realtà il caffè non te lo gusti per niente perché per farlo ti ci vorrebbe una lingua di amianto. Juan Valdez in persona (che ci dicono essere in odore di santità), infatti, deve aver deciso che la bevanda debba far patire il martirio prima di essere consumata. O forse il motivo vero (verdadero) è che, per adeguare l’atto di degustare il caffè ai ritmi sudamericani, la temperatura debba essere direttamente proporzionale al tempo che ci devi impiegare: cento gradi equivale a mezz’ora di tempo per bere una tazzina.

Tazzina? Qui non si usano tazzine! Qui si usano bicchierini di carta che per non sciogliere le dita all’incauto avventore vengono addobbati con un anello di cartone (o è amianto?) all’altezza della zona di presa. Il cucchiaino, poi, è una cannuccia lunga dieci centimetri e di un diametro variabile dal mezzo millimetro al millimetro e mezzo. Insomma, serve solamente per creare un po’ di movimento nel liquido senza minimamente riuscire a sollevare lo zucchero che quindi rimane inevitabilmente sul fondo.

Il “machiatto” (non è un errore di battitura, è scritto proprio così, con le doppie messe a casaccio), poi, è un beverone di mezzo litro che, se facciamo la proporzione, ci si mette un pomeriggio intero a bere, amaro naturalmente!

Insomma, onore e gloria a San Juan Valdez e a tutti i campesinos cafeteros del mondo, ma noi stamattina ci siamo fatti un bel mocaccino come Dio comanda.

La scusa era quella di ripercorrere le tappe fatte con Daniela. Perché l’Illy Caffè corner è uno dei luoghi in cui per poco non mettevano le nostre foto segnaletiche “qui i Longo non possono entrare”. Infatti ci andavamo spesso (ma non è questo il motivo per cui volevano bandirci, anzi, credo che per quello che gli abbiamo sganciato in trentacinque giorni ci avrebbero steso un bel tappeto rosso) e la Dani ogni volta combinava disastri con rovesciamenti di tazzine, briciole di biscottini ovunque, pianti isterici privi di ogni motivo, passeggino che si impigliava inevitabilmente tra le sedie eccetera eccetera (questi sì, erano buoni motivi per dirci di stare alla larga!).

Oggi volevamo rivivere quelle belle esperienze e siamo stati lieti di vedere che le nostre foto sono state rimosse (nessuno avrebbe scommesso una cicca che saremmo tornati sul luogo del delitto, eh??). Ma siamo stati ancora più felici di riassaporare le squisitezze che vengono fatte qui: tazzine vere, cucchiaini di metallo, caffè caldo al punto giusto e schiuma… schiuma!

Ci dicono che Illy qui abbia delle piantagioni (onestamente ci stupirebbe il contrario) e speriamo vivamente che anche lui contribuisca a rendere sempre più vivibili le vite dei campesinos anche se non ha affisso le loro foto nel corner. Solamente convincendoci che sia così, infatti, la nostra coscienza si mette tranquilla.

Il nostro palato, invece, è al settimo cielo!


Besos,
I Longo

PS: Nella foto dell'Illy, alle spalle di Luca si può notare una tipica mammina colombiana.









3 commenti:

  1. Tranne la prima foto non sembrate così entusiasti come vi si legge. Ad ogni modo l'acquolina in bocca l'avete fatta venire e visto che qui sono le sei e tre quarti del mattino andiamo a prepararci un buon caffè (illy naturalmente). Manca il quarto, donde estaba il nino? PS. fantastica la decorazione! Besos.

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  2. toc toc... ci siete? ieri non siamo riusciti a commentare la vostra degustazione, non siamo riusciti a contattarvi telefonicamente pur essendo in linea.....
    Stamattina niente blog... dove siete finiti? sinceramente manca il vostro commento per iniziare la giornata.
    Un bacione TUTTI

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  3. Ciao carissima!!! Attendo il tuo rientro in ufficio per condividere con te la pausa caffè. Non sarà Illy ma va bene lo stesso. Ora per vari motivi la pausa caffè non esiste più. Oggi però condividerò con te il caffè della pausa pranzo. Un bacio a tutti. Siete grandi!!!!

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