martedì 31 luglio 2012

Acqua, questa sconosciuta


Acqua bene inalienabile, ricchezza dell’umanità, sostanza vitale in tutto il mondo. Tranne che in Colombia.

Acquistare una bottiglietta d’acqua non dovrebbe essere una cosa difficile. In Italia qualsiasi bar, negozio di generi alimentari o supermercato ne ha a decine, di ogni tipo e marca: naturale, frizzante, leggermente frizzante, effervescente naturale, con bolle di mezzo metro o quelle con una sola bolla che va in giro come un’idiota in cerca di qualche compagna, ecc. In Italia, poi, ci sono bottiglie di ogni dimensione, dal formato famiglia extra large fino al flaconcino da pochette.

In Colombia non è così, anche nei supermercati più forniti l’acqua scarseggia. Le marche sono due, massimo tre, e le uniche bottiglie disponibili sono quelle da mezzo litro. Se sei a Bogotà, questo non è un grande problema, tanto il sole non si vede quasi mai e non rischi di certo la disidratazione, ma se ti trovi in una città come Neiva, con temperature oltre i 30 gradi sia di giorno che di notte, il problema esiste, eccome!

Nei giorni trascorsi a Neiva le cassiere dell’unico supermercato presente nel centro della città strabuzzavano gli occhi ogni volta che ci presentavamo alla cassa con non meno di 15-20 bottigliette d’acqua da mezzo litro. Erano stupite perché nessun colombiano che si rispetti beve acqua e da una cassa all’altra si dicevano “los solitos italianos sborones!”.

In compenso in Colombia gli scaffali sono pieni di bibite di ogni tipo, rigorosamente gasate, e in formati che in Europa nessuno di noi ha mai nemmeno immaginato. Vedere una bottiglia di Coca Cola da 2,5, 3 o addirittura 4 litri fa un po’ impressione.

Accanto alle marche più conosciute, poi, si trovano bevande di produzione locale che ad essere sinceri spaventano alquanto, ma che qui bevono praticamente tutti. Si tratta delle famigerate “gaseosas” di colore arancione, sulla cui etichetta figura solo il nome “La Colombiana” e nient’altro. Ora, si era già capito che il colombiano mi è particolarmente patriota (e fa bene!), ma dare un nome così altisonante a un beverone di cui l’etichetta non riporta nemmeno gli ingredienti sembra un po’ azzardato. Perché è proprio così: l’etichetta tace sulle sostanze con cui il beverone è fatto. Alla faccia della salubrità dei prodotti e della filiera di cui tanto si parla in Italia.

Se interessati, l’altro giorno al supermercato dove andiamo con maggior frequenza abbiamo visto che ne vendono cinque litri a un prezzo stracciato e ti danno pure il bicchiere in omaggio. Affrettatevi però perché l’offerta è valida fino a esaurimento scorte!

Oggi non volevamo credere ai nostri occhi. Su uno scaffale dello stesso supermercato, lontano decine di metri da quello delle bibite, facevano bella mostra di sé alcune bottiglie di acqua naturale da un litro di una nota marca francese. Stavolta è toccato a noi strabuzzare gli occhi e ci siamo avvicinati subito, ma con altrettanta velocità ce ne siamo andati. Il prezzo di una bottiglia era di quasi 10.000 pesos, cioè all’incirca 5 euro!!!

Fatti due conti, siamo andati a prendere la Colombiana. Almeno con quella ti regalavano il bicchiere!

Besos,
I Longo
 

PS: ovviamente scherziamo! La Colombiana non l’abbiamo mai assaggiata. Preferiamo i colombiani, quelli alti un metro e venti o addirittura che al metro non c’arrivano per niente! Quelli però, invece di berli, ce li mangeremmo di baci!



4 commenti:

  1. Chiara, vista la tua poca attitudine al bere, forse i 10.000 pesos poteva essere un ivestimento giustificato.....(te ghe sòmei a to papà).
    Rimanete pure sulla vostra certezza di preferire i colombiani a "la colombiana", ci trovate certamente dello stesso parere.
    La principessa oltre il metro e il principino al di sotto sono straordinari!
    Un abbraccio e un bacione TUTTI.

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  2. Qui la raccomandazione è: bere 1 litro e mezzo - due di acqua al giorno, lì come fate? Chiediamo chiarimenti sulla parola sborones, nel nostro dizionario non c'è. La princesa che cosa ha scelto di bere? Alex che beve? Besos a todos!!!

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  3. ..e mangiateveli di baci! Mi par di capire che i nonni non vedono l'ora di soffocarli di baci, come non comprenderli? quando tornerete non avrete più l'esclusiva....

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    1. Stefy hai perfettamente ragione!
      Per questo cerchiamo di goderci questi giorni di reclusione forzata. Ci sforziamo di sentirci in vacanza, attendiamo fiduciosi buone nuove... e intanto ci godiamo i marmocchi!
      Già tornati da Parigi?

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