Chiariamo subito: non si tratta delle odiose bestioline,
bensì de “las pulgas”, il mercatino che ogni domenica si tiene all’Hacienda
Santa Barbara, un agglomerato di negozi e negozietti in stile coloniale.
Il fatto che le bancarelle si tengano solamente di
giorno festivo ha rischiato di creare un incidente diplomatico tra i Longo. Al
Portal, infatti, il pranzo della domenica non viene servito (anche le cuoche
hanno diritto al loro giorno di riposo) e Luca aveva già adocchiato un Pizza
Hut dove poter sopperire alla mancanza della comida preparata da Carmenza.
“Ehm, caro, ci sarebbe il mercatino… metti caso che
da qui a un a settimana ci fanno partire… non sarebbe bello perderci l’Hacienda
Santa Barbara dove abbiamo vissuto tanti bei momenti con la Dani piccolina… ti
ricordi? Ci abbiamo pure festeggiato il mio compleanno… era stato bello vero? E
poi ci sono tutti quei ristorantini carini, forse qualcuno di loro si sarà
messo a fare anche la pizza…che dici? Andiamo?” “Certo che ci andiamo.” Si
chiama “arte della persuasione”. O, per chi conosce bene Luca, “enorme spirito
di sacrificio”.
Prima però, avevamo un altro rito da compiere: la
messa domenicale. Non tanto per la messa in sé (per carità, anche quello), ma la
promessa fatta a Daniela di accompagnarla alla chiesa di Santa Barbara dove
andavamo con lei. Allora ci ritrovavamo sempre fuori dall’edificio perché la principessina
non se ne stava mai buona e poi perché fuori giravano sempre dei cani randagi che
lei adorava accarezzare (la leggenda vuole che la neo mammina abbia perso dieci
anni di vita quando ha visto la sua piccola di diciannove mesi mettere l’intera
manina nelle fauci di uno di loro!). E così siamo andati a messa e all’uscita la
Dani era particolarmente contrariata: “Sì vabbè, ma i cani dov’erano???”
Volevamo entrare di nuovo per chiedere un surplus di pazienza!
Espletato il rito della messa, nonostante l’assenza
di cani, ci siamo diretti a piedi verso l’Hacienda. Di per sé si sarebbe
trattato di una passeggiata piuttosto piacevole se non fosse stato per il tempo
che definire “pazzerello” sarebbe davvero troppo poco. Prima un caldo
soffocante, due secondi dopo pioggerellina leggera e fastidiosissima. Speriamo
solo di non esserci buscati qualche malanno.
La strada per arrivare al “Santa Barbara” è una
superstrada, quindi non sarebbe l’ideale per una passeggiatina tranquilla da
domenica mattina. Ogni tanto però, non siamo stati qui abbastanza a lungo per
capire la regola aurea dei turni, mezza strada (per il lungo!) viene chiusa al
traffico e la gente ne approfitta per riversarsi con bici, skateboard, roller
blade ecc. Noi ci siamo riversati col passeggino.
Una volta arrivati abbiamo fatto un bellissimo giro
tra le stradine e le scalette che percorrono in lungo e in largo il centro
commerciale (perché alla fine sempre di quello si tratta, coloniale fin che
vuoi ma pur sempre centro commerciale è) guardando le vetrine e azzardando ad
entrare in qualche negozio. Per inciso, quello contrario allo shopping e che mi
farà pesare per una settimana di aver rinunciato a Pizza Hut è stato l’unico a
trovare qualcosa per sè!
All’ora di pranzo la scelta era obbligata: Mateo
Parilla! Dovete sapere che qui funziona così: tu fai un palazzo, ci metti una
piazzetta in mezzo (meglio se coperta), tutto attorno ci metti delle “tiendas”
cioè dei mini-negozietti aperti sulla piazzetta e obblighi tutti a cucinare le
stesse identiche cose. La gente arriva, si siede dove vuole nella piazzetta, fa
il giro e sceglie la tienda che espone le foto più convincenti dei piatti che
prepara. Ordini, porti con te un totem (che in certi casi vibra quando il tuo
piatto è pronto) che segnala che tu sei cliente di quella precisa tienda e che
gli altri camerieri non devono venire a scassarti le … perché a te piacciono di
più le foto del loro vicino.
Insomma, noi non abbiamo dovuto fare il
pellegrinaggio delle tiendas perché dovevamo assolutamente tornare da Mateo
Parilla. C’eravamo stati per il mio compleanno sei anni fa quindi era
praticamente obbligatorio in nome dei bei vecchi tempi. E poi solo nominandolo
potevo far togliere per un secondo Pizza Hut dalla testa di Luca!
La scelta obbligata è stata ripagata da piatti
deliziosi a base di carne alla brace, cioè alla parilla, cucinata da Mateo.
Credo.
Esaurito anche il rito del barbecue, mancava quello
finale: il mercado de las pulgas. Lo
ricordavamo come un mercatino composto da una decina di bancarelle sparse in
una piazzetta appena fuori e invece in sei anni di cose ne sono cambiate
moltissime: il Santa Fe’ de Bogotà mi vince il campionato (dopo trentasette
anni di astinenza) e i posteggianti, non solo sono decuplicati, ma hanno dato
vita a un’associazione con tanto di simbolo e partita iva. Tra un po’ c’era da
aspettarsi che ti dessero pure lo scontrino per l’acquisto!
Durante il meraviglioso giro, quello contrario allo
shopping e preso male con Pizza Hut ha dato qualche segno di insofferenza, ma
alla fine la nostra buona azione nei confronti degli artigiani locali l’abbiamo
fatta. C’era davvero di che perdere la testa: stoffe, gioielli, oggettistica
varia e prodotti alimentari. C’era chi vendeva cani di razza e persino uno che offriva
crema di marijuana dalle incomprensibili proprietà terapeutiche. Il tutto sotto
l’occhio vigile della polizia, naturalmente.
Sono particolarmente orgogliosa dei pensierini che
abbiamo preso per le due nonne ma ovviamente non mi sogno nemmeno di anticipare
di cosa si tratta! Ihihih!
Besos,
I Longo







Ale! faccetta da canaia, buon complimese.
RispondiEliminaLuca! buona la pizza!!!!!
Dani! sembri un pò arrugginita nella prima foto ma poi sei tornata sorridente... ciao BIONDA! (zio Dani)
Chiara è evidente chi porta i pantaloni in casa Longo. Vero Luca?
siamo felici per la vostra domenica in FAMIGLIA.
Un bacione TUTTI
Forte lo scritto! Chiara l'avevi poi preso vero il patentino da giornalista? La princesa nella prima foto è arrabbiata? Poi va tutto bene. Chiara come tutte le donne abilissima nella persuasione, San Luca però è il 18 ottobre. Il nino arrivando a voi ha trovato la felicità e non solo. Vi vogliamo tutto il bene del mondo.
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