lunedì 16 luglio 2012

Vogliamo i Righeira in Colombia!


Credevamo che non sarebbe mai successo e invece oggi, proprio oggi che doveva essere una giornata speciale, è successo: abbiamo citato il duo bi-color e abbiamo detto “No tengo dinero”.

La situazione è surreale e solamente ora che si è risolta (a voler essere ottimisti) ci ritroviamo a riderne. Per un errore della nostra banca, di cui non citeremo il nome solamente per enorme correttezza, il nostro conto oggi era inaccessibile.

La cosa non sarebbe stata così grave se in programma ci fosse stata una giornata di shopping al centro commerciale. Anzi, qualcuno ne avrebbe goduto! Peccato che oggi dovessimo saldare il conto dell’albergo, prendere un volo interno per Bogotà, pagare tassisti, facchini e prendere le prime cosette autunnali al biondino.

Fortunatamente tra euro e dollari qualcosa s’è fatto ma alla fine, il ritornello che ha fatto impazzire migliaia di ragazzini nell’estate dell’83 l’avremo ripetuto ad almeno cinque persone.

Imbarazzante? Frustrante? Da far girar le palle all’inverosimile? Sì, sì, sì!

Un piccolo (piccolo???) disguido e la serenità di una famigliola felice viene messa a dura prova!

Fosse stato solo quello si poteva anche superarla brillantemente ma si sa che quando le cose prendono una piega storta non c’è verso di raddrizzarle.

Per poco non si perdeva l’aereo perché Luca pur di risolvere la questione con l’albergo è arrivato all’ultimissimo momento. Il volo partiva alle 12.37 e alle 11.50 il taxi era ancora fermo davanti all’albergo. Alle 11.55 finalmente hanno lasciato andare Luca che, come nei migliori polizieschi ha intimato all’autista: “All’aereopuerto mas rapido che puede!” L’autista ha risposto: “Tranquillo senor, sto ya volando”. In 7 minuti sono arrivati all’aeroporto. Neanche Montoya ai tempi d’oro avrebbe saputo fare meglio!

Al check-in hanno messo in dubbio i documenti di Alexander e al posto di polizia era evidente che ci avevano preso per ladri di bambini.

Per carità, c’è da capirli: vai in giro con un infante che non porta il tuo cognome e che sembra essere stato rapito da un alemanno. Capisci bene che queste due-tre telefonate ai superiori le devi pur fare!

Al metal detector hanno perquisito la Dani da cima a fondo e hanno cercato armi o coca nella copertina del piccoletto.

Insomma, sembrava che avessimo scritto in fronte: ocio che siamo dei tipi sospetti!

Quando ci hanno lasciato andare gli altri erano già pronti per uscire, ma essendo noi muniti di passeggino con relativo bebè (mica come all’andata che ti guardavano storto tutti perché giravi col passeggino e una figlia di quasi otto anni!) abbiamo bruciato le tappe e ci hanno fatto andare in testa alla coda. Tiè!

Saliamo sull’aircraft di Avianca e scopriamo che i nostri posti sono lontani anni luce l’uno dall’altro. D’altra parte se fai il check-in mentre tutti gli altri si stanno per imbarcare cosa vuoi pretendere???

Una buonanima di hostess ha capito la situazione (che sia perché la Dani è scoppiata in lacrime perché voleva stare vicino alla sua mamma?) e ha messo vicini la mamma e i pargoli. Risultato: il papà si è goduto in santa pace il volo, mentre la poverina ha patito un po’, ma non troppo dato che entrambi sono stati bravissimi.

Cosa poteva capitare ancora? Ah sì! Che all’aeroporto ci fossero i lavori in corso così da farci girovagare sui cieli di Bogotà per venti minuti buoni in attesa che qualcuno ci desse l’autorizzazione per atterrare. Nel frattempo, non trovando niente di meglio da fare, il pilota si è goduto un mondo a fare un sacco di virate, ognuna delle quali faceva perdere almeno un paio d’anni di vita alla povera mammina. Tanto da oggi ne ha uno in più; che vuoi che sia???

Atterrati! Bene! Siamo a posto, no? Eh no! Perché a prelevarci non c’era l’autista Janette con la sua bella macchina spaziosa, bensì la figlia, con una macchina sicuramente famosa per avere il baule più piccolo della sua categoria. E non bastando questo, s’era portata dietro pure il fratello. Alla fine mamma e papà si sono detti bravi perché essendo non poco provati dalla mezza giornata appena passata, sono riusciti a farci stare tutto. Figli compresi.

La figlia della Janette è stata la penultima a cui abbiamo citato i Righeira. L’ultimo è stato Gustavo, il senor dell’agenzia di viaggi che nel pomeriggio è venuto a reclamare il suo compenso. “hoy no se puede prelevar, porc!!! Desculpe!” Non sappiamo se ha capito ma è andato via sorridendo canticchiando “No tengo dinero, oh oh oh! No tengo dinero, no no no!”



Siamo certi che domani sarà un altro giorno. Speriamo solo che sia migliore!



Besos,

I Longo

5 commenti:

  1. Grande Chiara! Hai scritto con molta ironia della difficile giornata di ieri, complimenti! Il mio commento oggi è in ritardo perchè ero "muy enfadada" con l'impiegata della banca e dovevo andare prima a clarificar su embrollo.
    Besos a todos!!!

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    1. Ah! Apprendo ora che in spagnolo si dice "enfadada", buono a sapersi!
      Qua può sempre servire ma onestamente, conoscendo il carattere dei colombiani, forse è meglio evitarla!!!
      Grazie ancora per l'aiuto.
      A domani!
      C

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  2. La famiglia Bortolazzi ti grida, pur con ritardo "BUON COMPLEANNO, CHIARA".
    Non sarà che il conto è stato bloccato perchè Luca aveva provato a farti un regalo pazzesco, oltrepassando ogni budget consentito??
    Vi abbracciamo forte forte e vi attendiamo al ritorno.
    Chiara e Maddalena salutano tanto Dany.

    Michele e Manu

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    1. Aggiungiamo:
      siamo arrivati tardi a leggere questi commenti (in vacanza a bardolino siamo più sperduti che in colombia), ma vogliamo dirti grazie per quello che ci scrivi..... non ne potrebbe nascere un libro? quando torni pensaci.
      ciao

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    2. Tesori!
      Che bello leggervi!!!
      Come state? E le bimbe?
      Grazie infinite per gli auguri ma soprattutto per la vostra "partecipazione"! E' bello sentire che gli amici ti sono vicini.
      Un abbraccio forte a tutto il clan!
      Luca, Chiara & c.

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