lunedì 30 luglio 2012

Il cuore caldo del Portal


Visto da fuori fa quasi paura. Sembra un bunker.

Nessun segno di apertura verso l’esterno: non una finestra, né tanto meno un balcone.

Per entrare devi suonare, aspettare che qualcuno venga allo spioncino e attendere che ti apra. Per uscire è uguale. Non puoi aprirti la porta da solo. Devi suonare un campanello (il suono è diverso rispetto a quello esterno) e attendere che qualcuno venga a togliere il catenaccio che sigilla la porta. Non solo, accanto all’ingresso c’è uno sgabuzzino che funge da guardiola. I vetri della finestrella sono oscurati all’esterno così che tu possa vedere senza essere visto. Tutto il perimetro della casa è percorso da metri e metri di filo spinato e ovunque ci sono adesivi che avvertono che la casa è controllata con un sistema d’allarme sicurissimo.

Questo è El Portal visto da fuori.

Dentro invece è un cuore pulsante di vita e di calore. El Portal, infatti, è una casa di ospitalità per famiglie adottive provenienti da tutto il mondo. Soggiornarvi è come essere al campo estivo: ci sono luoghi e momenti che condividi con persone che stanno facendo la tua stessa esperienza, mentre altri dedicati totalmente a te stesso quando ti chiudi all’interno della tua “abitacion” (un po’ come il “deserto”; chi non l’ha fatto almeno una volta nella vita?).

La struttura della casa non ci è del tutto chiara. Sembra che al nucleo iniziale siano stati aggiunti tanti piccoli pezzetti (avranno chiesto i permessi al Comune?) ognuno con il suo perché: la veranda per sala da pranzo, lo sgabuzzino dove si ripongono i seggioloni, una camera extra large per famiglie numerose, la stanza della cuoca Carmenza, la sala giochi…Insomma, ogni angolo ha un preciso motivo di esistere.

Quello che doveva essere il nucleo iniziale è enorme ed è composto da un salotto in cui campeggiano diversi divani. Probabilmente servono per favorire le conversazioni che di solito qui sono multilingue: spagnolo, italiano, francese, inglese, milanese, varesotto e pure napoletano.

Ovunque c’è la moquette e per alcuni questo è un problema (c’è chi ha messo il figlio sotto cortisone da quando è arrivato) mentre non lo è per chi ha un bimbo di un anno che sta muovendo i suoi primi passi e cade una volta sì e l’altra pure.

L’angolo più emotivamente caliente della casa è l’anticamera, cioè il passaggio dalla veranda che funge da entrata e il salone. Si potrebbe dire che questo è il luogo dei bei ricordi perché alle pareti sono appesi dei veri e propri capolavori. Si tratta di collages di foto delle varie famiglie che negli anni sono passate di qui. Ci siamo persino noi! C’è una minuscola Danielina seduta a gambine divaricate nella sala giochi del vecchio Portal e, udite udite, una foto che ritrae mamma e papà intenti a fare la pizza. O meglio, la mamma che faticava a fare la pizza e il papà alle sue spalle che se la ride come un matto.

In questo mausoleo, poi, si trovano gli schedari in cui la senora Claudia custodisce in perfetto ordine cronologico le schede che fa compilare ad ogni coppia e in cui vengono riportati i nomi dei genitori, dei figli, la loro provenienza e la data della permanenza al Portal. La scheda, ovviamente, è corredata di foto del nucleo familiare bello sorridente. E anche in questo caso è stata un’emozione indescrivibile ritrovarsi in un’istantanea di sei anni fa, ovviamente belli sorridenti.
 

Besos,
I Longo









3 commenti:

  1. Dalla vostra descrizione calza a pennello il nome della casa, proprio adatto al luogo più "caliente" della struttura. L'interno è sicuramente un'altra cosa che l'esterno. Pensare al filo spinato mette tristezza. Speravamo in buone notizie dal giudice. Alex ne ha di spazio per gattonare e la maestrina Dani che fa? Besos a todos.

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  2. Ma come? Siamo stati in vacanza solo qualche giorno e siamo rimasti indietro di tutte queste pagine? Ora ci rimettiamo in pari e vi seguiamo passo passo, promesso.
    A proposito di vacanza, vi consigliamo il Portogallo, magari con il vostro camper (se ci arriva ovviamente, ah ah ah).
    Ciao e un grosso bacio
    Michele e Manuela

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    1. In Portogallo??? Bellooo! Immaginiamo che sia andato tutto bene... Al nostro rientro ci dovrete raccontare!
      E noi vi racconteremo del camper! :-(

      Un abbraccio forte forte!

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