Oggi, come programmato
da giorni, accompagnati da padre Juan Carlos, siamo stati in gita in quel di
Rivera, ridente cittadina a circa un’ora di macchina da Neiva, “famosa” per i
suoi stabilimenti termali (“Las Termales”). L’appuntamento era per le 9, ma il
padre, da buon colombiano atipico, si è presentato in hotel alle 8.40. Noi
ovviamente non eravamo pronti, avevamo appena iniziato la colazione… Da bravi
italiani, però, abbiamo offerto al padre un “cafè tinto”, guadagnando così il
tempo necessario per terminare il desayuno, prendere le ultime cose e salire in
macchina pronti a partire.
Apriamo una piccola
parentesi. Il padre, anziché portare con sé l’agenda pastorale come fanno quasi
tutti i preti italiani (se non altro quelli che conosciamo) si è presentato con
un i-pad di ultimissima generazione, uno smartphone e un normalissimo
cellulare. Siamo rimasti senza parole!!! Padre, andiamo alle terme non a una
convention sul Deuteronomio!
Alle 9.10 siamo
partiti. Non abbiamo capito bene alcuni dettagli (come al solito?!?) fatto sta
che con noi è venuta in gita anche sua madre che per oggi non aveva niente di
particolare da fare (d’altra parte, se il parroco manca, la perpetua rimane
disoccupata e va alle terme).
Per uscire da Neiva
abbiamo dovuto attraversare un posto di blocco, in tutto simile a quelli che si
vedono nei film di Rambo con tanto di militari in assetto di guerra, trincee,
mitragliatrice e check-point. Il padre ha bleffato, dicendo che è una cosa
assolutamente normale, ma vi assicuriamo che la sensazione non era per niente
rassicurante…
A metà strada abbiamo
fatto una sosta nella “tenuta” della sorella del padre. La sorella non c’era ma
in compenso abbiamo trovato un piccolo zoo pieno di oche, pappagalli e i soliti
cani che avevamo già visto in canonica, solamente che qui sembravano essersi
moltiplicati, per la gioia di Chiara che non ama particolarmente il genere.
Dopo circa un’ora di
macchina siamo arrivati a Rivera. La strada in alcuni punti era davvero
malconcia, grazie però al fuoristrada del padre abbiamo superato brillantemente
ogni difficoltà, persino una strada sterrata che sembrava un gruviera e che
aveva un pendenza di almeno il 10%. E anche qui Chiara al settimo cielo!
“Las termales” è un posto
davvero incantevole. In un fiume naturale uno spagnolo che qualche anno fa si
trovava da quelle parti per caso (anche se ce ne vuole a trovarsi là per caso!)
ha ricavato alcune piscine di roccia con acqua termale a una temperatura gradevolissima.
Ci siamo rilassati in
acqua tutti e quattro + i prelati per oltre un’ora scherzando e ridendo
beatamente. In una vasca l’acqua era davvero calda, il padre sfidando il calore
è entrato. Io mi sono rifiutato e il padre ridendo mi ha detto: “Luca, perché
non vieni? Hai paura che le tue uova diventino sode?”: Io di nuovo senza parole,
Chiara piegata in due!
Una volta usciti
dall’acqua abbiamo pranzato in riva alle piscine degustando, noi un’ottima
carne alla brace e bevendo l’onnipresente gassosa, loro, i colombiani,
mangiando sanguinaccio e bevendo un melmoso succo di fragola. Inguardabili!
I bambini ad un certo
punto hanno iniziato a mostrare i primi segni di cedimento (gli adulti ci
contavano molto!) e quindi abbiamo preso la via del ritorno. Prima di rientrare
in quel di Neiva, però, ci siamo fermati un attimo a salutare un’amica di padre
Juan Carlos che vive in quel di Rivera in una casa da sogno, all’interno di un
residence da favola con tanto di guardia armata e telecamere ovunque. E per la
terza volta nella giornata siamo rimasti senza parole…
Nota a margine: nella
piazza di Rivera si trova un obelisco sulle cui facciate campeggiano nove
(nove!) ritratti in bassorilievo. Il padre ci ha spiegato che si tratta dei
consiglieri che cinque anni fa sono stati massacrati dalla guerrilla proprio in
quella piazza. “E oggi com’è la situazione?”, “beh… abbastanza tranquilla… la
guerrilla in questo momento sta avanzando ma… non è male…”. Bene padre! L’importante
è non perdere mai l’ottimismo!
Alle 16 eravamo di
nuovo in hotel devastati nel corpo e nello spirito.
Ah, dimenticavo… Nel raccontarci
le bellezze della Colombia (tra cui un motel squallidissimo in cui ha sentito
il dovere di informarci che serve “per l’amore”… “ehm, no padre, l’amore è un’altra
cosa!”), il padre non si è accorto di un dosso di rallentamento che abbiamo
preso a tutta velocità. Per un attimo abbiamo temuto di capottarci ma
ovviamente il Signore ha guardato in giù e tutto si è risolto con un gran spavento
ma senza conseguenze.
Abbiamo temuto per un
attimo che la Dani si fosse morsa la lingua nell’impatto coi denti ma non appena
ha riaperto bocca dopo lo shock, è stato chiaro che non c’erano stati gravi
danni!
Anche se molto offesa
col padre (e non ha fatto nulla per nasconderlo!), è rimasta la nostra stessa
Dani e ce ne rallegriamo moltissimo!
Besos,
I Longo






El abuelo ha commentato che da quanto si legge "è il paese delle meraviglie", ma nel senso più ampio della parola. Incredulo! (per certi versi). Lieti di avervi visto tutti interi anche se provati. Besos!!!
RispondiEliminaVamos con l'avventura..... Siete veramente dei grandi; pensate che la mattina la prima cosa che facciamo e' collegarci con il nostro Ipad e leggere le vostre splendide esperienze, talvolta un po' piene di suspense, altre molto divertenti. Vediamo che tutto procede ok e un forte abbraccio a todos dai cileni..... Buon fine settimana .... Andiamo al corso de espanol ....besos
RispondiEliminaE bravi Miglio!
EliminaA noi anche solo per chiedere un caffè ci scappa da ridere!
Qui ci dicono che lo spagnolo cileno è molto diverso da quello colombiano. Ma non sarà che il colombiano è uno spagnolo diverso da quello che ti insegnano e tutti gli altri lo parlano meglio??? Sempre distinguersi 'sti colombiani del piffero???
Mah, fatto sta che noi capiamo la metà e a fatica ci facciamo capire. Ma si sopravvive, altrochè se si sopravvive!
Voi studiate che vi fa solo che bene! ;-)
Bacioni grandi!