L’intenzione era buona, anzi buonissima: far
divertire i bimbi (che poi è l’intenzione che ci anima ogni volta che ci
svegliamo la mattina) e, soprattutto, fare qualcosa di nuovo. La nostra routine
quotidiana, infatti, prevede un giro in uno dei tantissimi parchi il mattino,
dopo aver fatto un po’ di compiti, riposino pomeridiano e giretto all’Illy Cafè
nel tardo pomeriggio.
Oggi, essendo sabato, ci siamo sentiti pronti per
rompere la tradizione e abbiamo pensato di andare al Parque del Chico. Direte “sempre parco è”. Infatti è così, ma là ci
sono molti più giochini e soprattutto (lo so, siamo noiosissimi) ci abbiamo
passato dei bellissimi momenti con la Danielina.
Per farlo avevamo bisogno di un taxi e per chiamare
un taxi avevamo bisogno della senora Claudia. Per spiegare le nostre necessità,
quindi, abbiamo usato l’idioma espanol ed è stato lì che abbiamo fatto la
frittata. Nella conversazione “El Parque
del Chico” si è trasformato nel “Museo
de Los Ninos” e così il taxi ci ha portato in un posto a noi sconosciuto.
Dal momento che l’equivoco non era poi così grave (ma
soprattutto perché nessuno ha avuto il coraggio di ammettere di aver fatto una
cavolata!) abbiamo fatto un bel sorriso e siamo scesi dal taxi borbottando tra
di noi “che cacchio di posto è questo?” “E’ tutta colpa tua!” “Studiare lo
spagnolo no, eh?” e altre cose carine di questo genere.
C’era da ammettere che non eravamo capitati nella “Città
del proibito – giochi per soli adulti”, quindi potevamo anche essere contenti
dell’equivoco e fare buon viso a cattiva suerte.
La suerte
però è stata particolarmente cattiva perché siamo stati subito assaliti da un’orda
di ragazzini appena maggiorenni in divisa verde pisello che hanno cominciato a
chiederci “tienen prenotacion?” – “No…”
– “Tienen invitacion?” – “No!” – “Tienen reservacion?” – “No! Ma non vedi
che non abbiamo nemmeno idea di dove ci troviamo??? Credi che se avessimo
saputo che avremmo trovato il tuo bel faccino avremmo fatto una reservacion???”.
Risultato: abbiamo aspettato fuori più di mezz’ora vedendo passare tutte le
altre famiglie che avevano fatto una prenotacion
o un’invitation o, ancora meglio, una
recervacion. Braaaaavi loro! Acc!
Dopo la lunga attesa, il bel faccino ci dice “Siga, siga” (avanti, avanti) e noi
sigamos. Sigamos una bella… perché veniamo subito bloccati da un altro bel
faccino che ci vuole schedare. Dal momento che tutto il Museo de Los Ninos era
stato avvisato dell’arrivo di tre stranieri più un mezzo apolide, ci hanno
fatto compilare un documento in cui mancava solamente da segnalare il nostro
numero di scarpe. Che se ne faranno poi del numero dei nostri passaporti? Forse
all’uscita estrarranno i numeri del lotto e magari si vince qualcosa???
Una volta schedati, due metri più in là, altro
posto di blocco. Stavolta veniamo selezionati come i bovini di una mandria e
messi in un recinto. Intuiamo di essere ufficialmente entrati nell’equipo verde
ed è in questo modo che comincia l’incubo.
Per un’ora veniamo sballottati di qua e di là tra
lo stand di uno sponsor e l’altro dove si trovano decine di appena-maggiorenni che
fanno fare giochini stupidi ai bambini: qui la Omnitel è la Claro, la Pampers è
la Winny, la Chicco è Pepe Ganga. Insomma i bambini giocavano e gli adulti si
sorbivano montagne di offerte commerciali. Figuratevi l’interesse che potevamo
avere noi. Per di più la Dani non era minimamente interessata alle attività
proposte (come darle torto?!?) e il piccolo, privato ingiustamente del suo
passeggino perché non poteva essere portato dentro, cascava dal sonno in
braccio al papy.
Insomma: un successone! Una ciambella rimasta
tristemente sul fondo della teglia!
La parte più interessante della mattina, quindi,
non potendo certo essere questa, è stato il viaggio in taxi.
Oggi, infatti, abbiamo fatto la conoscenza di
Ignacio, un conductor de hoteles.
Ignacio ci ha spiegato che qui i taxi sono divisi
in due categorie: i conductores de hoteles,
cioè quelli che lavorano solamente con le strutture ricettive come El Portal e
che vengono chiamati direttamente dagli utenti, e i conductores de calle, cioè di strada.
Questi ultimi viaggiano esclusivamente su
macchinine gialle microscopiche che sembrano tanto delle coccinelle, ma quelle
che pungono, però la loro particolarità non è prevalentemente questa. Capita
infatti, che salendo su una di queste vetture la suerte ti sia particolarmente ostile e ti tocchi fare “el paseo de los millonarios”.
La cosa funziona così: tu stai a bordo strada e
devi andare da una parte, alzi il braccio come per dire “il primo taxi
disponibile si fermi, por favor”, il primo taxi disponibile si ferma ma è
quello guidato da un delinquente patentato (anche se magari la patente da
tassista nemmeno ce l’ha) il quale ascolta gentilmente l’indirizzo a cui
dovrebbe condurti e invece ti porta al primo cajero (bancomat) che trova per strada, ti obbliga a scendere, a
fare il prelievo che il plafond della tua carta di credito di consente e,
sempre gentilmente, ti molla lì portandosi via la plata.
Ignacio ci ha spiegato che il giochetto si chiama
anche “sequestro express” e si può capire bene il perché. Per carità, non
capita spessissimo e non rischi la vita, ma se ti capita non dev’essere un’esperienza
molto piacevole.
È per questo che qui i taxi si devono chiamare al
telefono facendosi dare el codigo y la
clave (il codice del taxi e la targa del mezzo). Ed è per questo che noi stamattina
abbiamo detto a Ignacio di aspettarci fuori dal bellissimo museo.
Non avevamo nessuna voglia di giocare alla roulette
russa col tassista. Anche perché non siamo proprio i millionarios ideali per un
paseo!
Besos,
I Longo



Giornata avventurosa! Un poquito de espanol no? Vabbè che qualcuno pensava anche di finire in Africa... Forza e coraggio ragazzi! E' sempre un piacere leggervi. Vi siamo vicini, un forte abbraccio y besosssssss.
RispondiEliminaCiao ragazzi, tenete duro! Non fatevi prendere dallo sconforto...avete già avuto esperienza, capisco diversa, ma il bello stavolta è che sapete già cosa vi aspetta...comunque Chiara, tu non ci crederai, ma la prima cosa che si fa quando si apre il pc è controllare se ci sono vostre news...grazie per farci partecipi della vostra straordinaria avventura...le carte arriveranno!!!! Godetevela! A proposito sulla mail non ho ancora visto nulla...Vi lascio alle vostre faccende...a presto...ciao e come sempre buona vita!
RispondiEliminaAri sei proprio un tesoro!
EliminaIn realtà ci sono solamente alcuni momenti di sconforto perchè con i bambini non c'è tempo per buttarsi giù.
L'importante comunque è che loro stiano bene e su questo non ci sono dubbi!
Hai ragione. Alla prima occasione ti scrivo l'indirizzo skype sulla posta!
Un bacione grande!
C
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiElimina...ops..ha cancellato per sbalglio..vi faccio il riassunto: siete il best-seller avventuroso dell'estate, souspanse,avventura, brivido..c'è tutto ciò serve !!!..Coraggio...arriveranno firme e carte che servono, ma Ale è già con voi e avete un pò più di tempo per star soli con i bimbi in Colombia e una vita intera per viverli a casa a Verona(..potrebbe "quasi" sembrare un regalo questo tempo in più, no?).. Resistete e continuate a scrivere, noi ci prendiamo un pò della vostra fatica e tutte le emozioni che ci regalate...un abbraccio a dani e ale dai 3 daldossini e a voi da mamma e papà!
RispondiEliminaAhahah! Francy hai perfettamente ragione: qui siamo serviti e riveriti e la fatica più grande è quella di fare la passeggiata quotidiana.
EliminaIl primo periodo è importantissimo per la "nuova famiglia" quindi dobbiamo solamente fare tesoro di questi giorni.
Sapessi quanto ci aiuta sentirvi così vicini...
Quindi grazie mille e un abbraccio fortissimo ai daldossini e anche ai grandi!