Ora che il terzo aereo è stato preso, e soprattutto ora che è atterrato senza troppi problemi, abbiamo raggiunto la reale destinazione del nostro viaggio: Neiva, regional di Huila, a sud ovest di Bogotà.
Ci è stato detto che dal momento che "i colombiani fanno un pò di confusione tra la v e la b, si pronuncia Neiba".
Resta il dubbio di come si faccia a fare confusione tra due lettere dell'alfabeto, ma tant'è, siamo nella città dove incontreremo il nostro nino!!!
Ieri siamo stati in visita all'ufficio Aibi di Bogotà dove, adesso ne siamo testimoni, c'è un equipe di almento una decina di professionisti che si occupano dei bambini abbandonati della Colombia. Onore e gloria a queste persone e ad Aibi che tanto fa per l'infanzia abbandonata.
Abbiamo conosciuto la "volontaria espatriata" (ma un termine più triste no?) Annalisa e abbiamo rivisto, con mucho gusto de el senor Luca, l'avvocatessa Andrea. Persone squisite, che fanno del proprio lavoro una vera e propria missione. Dobbiamo a loro e al loro gruppo il fatto che Alexander diventerà nostro figlio. Gratitudine eterna!
Stamattina la sveglia ci ha fatto alzare alle 3:30 (le 10:30 in Italia) e Janette ci ha portato all'aeroporto per prendere il volo interno verso Neiva. La paura per questa tratta è scomparsa (anche se non del tutto) quando abbiamo visto che l'aereo disponeva di tutti gli aggeggi che avrebbe dovuto avere, eliche comprese!
A Neiva fa caldo! Un caldo umidissimo!!!
Come sempre in questi casi (cioè nei Paesi sulla linea dell'Equatore) le piante che noi teniamo in appartamento (tranne i Longo per mancanza totale di pollice verde) qui sono dei veri baobab!
Neiva è una vera e propria città sudamericana: caotica, inquinatissima, strapiena di gente ovunque, gonfia di odori di ogni tipo e un'accozzaglia di colori. Insomma, finalmente vediamo un pò di vera Colombia!
Vedere? Ma cosa vuoi vedere? Al di là del "paseo pedonal" aperto addirittura alle famiglie (solo di giorno, mi raccomando), certe zone sono sconsigliate, altre bandite. Allora andiamo nei dintorni, no? Eh, no! Perchè esta la guerrilla tra la polizia e i paramilitari per motivi... motivi? E chi li conosce? Basta scontrarsi ogni tanto impedendo così alle persone normali di vedere luoghi meravigliosi. Todo claro, no?
Beh, la cosa importante è che estamos aqui e che... l'hotel ha la piscina!!! Daniela quando l'ha vista ha dimenticato totalmente l'hermanito e anche cosa significhi pazientare. Ora chi la tiene più? E chi le dice che la maggior parte del tempo sarà dedicato a fare carte e a comprare pannolini?
Viva la Colombia, abbasso la guerriglia!
Besos,
I Longo
Per nonna Gianna: per lasciare un commento digita su "nessun commento" alla fine del post. Si si apre una finestra in cui potrai scrivere ciò che vorrai... basta che non sia una critica al mio pessimo spagnolo!!! :-)
RispondiEliminaBesos!
Chiara