Come Cenerentola, anche Luca aveva un desiderio. Il
suo, però, non era chiuso in fondo al cuor bensì in fondo allo stomaco e si
chiamava Pizza Hut.
I fedelissimi di questo blog sanno già che domenica
scorsa Luca aveva rinunciato al suo sogno in nome degli artigiani bogotani. Si poteva
fargli saltare un altro week end?
Per la verità si poteva anche, ma il meteo ha
giocato a suo favore e alla fine, non potendo fare molto all’aperto a causa di
una pioggerellina odiosissima, ci siamo rintanati nel locale vicino al Portal. La
particolare vicinanza alla nostra residenza in queste settimane non ha fatto
altro che aumentare le aspettative del capofamiglia; si usciva per una
passeggiata, sguardo fugace alle vetrine con il caratteristico simbolo del
cappello rosso e occhiolino d’intesa: “ci si vede domenica, aspettami!”.
L’amore di Luca per Pizza Hut risale a molti anni
fa (è un tipo fedele), al primo viaggio in Inghilterra. Il legame si è poi consolidato
nei successivi viaggi, compreso quello in Colombia di sei anni fa. Qui per la
verità, si è consumata una grande delusione perché Luca ha scoperto che l’adorata
figlia non apprezzava più di tanto le prelibatezze che vi si consumano.
Qualcuno potrebbe non essere d’accordo sul termine “prelibatezze”
e non me la sentirei di dargli torto. Per la verità, più di quello che si mangia,
ad attirarlo è ciò che Pizza Hut rappresenta e cioè l’unica pizza edibile all’estero.
Infatti, se aprissero un Pizza Hut a Verona Luca non ci andrebbe di sicuro.
Credo.
Insomma, oggi Luca sembrava un bambino in un
negozio di giocattoli e, pur sapendo a memoria il menù, non si decideva su cosa
prendere (manco ci fosse una lista interminabile di proposte!).
Solo su una cosa non ha mostrato il minimo dubbio: la
crosta farcita. Una diavoleria che farebbe inorridire qualsiasi pizzaiolo degno
di questo nome. Il bordo è ripieno di un formaggio filante simil-mozzarella e
qui, come se non bastasse, ti portano una salsina di pomodoro per intingerla. Diabolici!
Anche a distanza di anni l’adorata figlia continua
a non apprezzare questo tipo di prelibatezze (c’aveva visto giusto già allora?)
e ha ordinato una pasta (dopo averla vista forse avrebbe preferito la pizza!). La
mammina, credendo di fare la brava mamma ha cominciato a imboccare il piccolo
di fettuccine ma stranamente il principino le rifiutava facendo lanci
olimpionici degni di Londra 2012.
“Che stia male?” - “Ha fatto un po’ di merenda ma
non ha mangiato tantissimo…” - “Forse perché si è appena svegliato” - “Gli
daranno fastidio i dentini?”.
Battuto il record mondiale del “lancio della
fettuccina all’olio d’oliva”, alla fine il mistero è stato risolto: aveva adocchiato
la crosta farcita. E così anche il secondo sogno di Luca si è realizzato: l’adorato
secondogenito adora già Pizza Hut e la faccenda per le donne di casa si fa ancora
più seria!
Besos,
I
Longo
PS: Con noi c’erano anche Nicola, Barbara e Juan
che mercoledì partiranno alla volta di Neiva per andare a incontrare la piccola
Jessica, di un anno e mezzo. Sono di Vicenza e li avevamo già incontrati
durante un incontro Aibi. Abbiamo passato la giornata con loro ed è stato
davvero bello.








A conferma della prima notizia data ieri sera by Skype da Daniela ecco la foto della princesa con bovaro,(già informato Ennio dei vostri incontri). Non è che il sogno pizza di Luca sia diventato incubo? Bellissimi i bimbi e Alex ha proprio faccino da birba, besos a tutti.
RispondiEliminaBellissimi i bimbi! Gli occhialetti rosa di Daniela sono un sogno che la sottoscritta mai realizzerà con la propria prole!
RispondiElimina... Però una foto in primo piano della famigerata pizza...
non posso che condividere in pieno il sogno di LUCA..evviva pizza hut, Chiara fai contenti i tuoi uomini e vai da Pizza Hut anche la prossima domenica...a proposito, Ale ha proprio due occhioni da vero furbetto e non ho dubbi che assieme a mestra Daniela avrete di che divertirvi....dimenticavo: nelle foto dei giorni precedenti i due maschietti (Longo Yunior in braccio al suo papino) sono veramente tenerissimi.
RispondiEliminabesos a tutti