domenica 22 luglio 2012

Amiche pulci


Chiariamo subito: non si tratta delle odiose bestioline, bensì de “las pulgas”, il mercatino che ogni domenica si tiene all’Hacienda Santa Barbara, un agglomerato di negozi e negozietti in stile coloniale.

Il fatto che le bancarelle si tengano solamente di giorno festivo ha rischiato di creare un incidente diplomatico tra i Longo. Al Portal, infatti, il pranzo della domenica non viene servito (anche le cuoche hanno diritto al loro giorno di riposo) e Luca aveva già adocchiato un Pizza Hut dove poter sopperire alla mancanza della comida preparata da Carmenza.

“Ehm, caro, ci sarebbe il mercatino… metti caso che da qui a un a settimana ci fanno partire… non sarebbe bello perderci l’Hacienda Santa Barbara dove abbiamo vissuto tanti bei momenti con la Dani piccolina… ti ricordi? Ci abbiamo pure festeggiato il mio compleanno… era stato bello vero? E poi ci sono tutti quei ristorantini carini, forse qualcuno di loro si sarà messo a fare anche la pizza…che dici? Andiamo?” “Certo che ci andiamo.” Si chiama “arte della persuasione”. O, per chi conosce bene Luca, “enorme spirito di sacrificio”.

Prima però, avevamo un altro rito da compiere: la messa domenicale. Non tanto per la messa in sé (per carità, anche quello), ma la promessa fatta a Daniela di accompagnarla alla chiesa di Santa Barbara dove andavamo con lei. Allora ci ritrovavamo sempre fuori dall’edificio perché la principessina non se ne stava mai buona e poi perché fuori giravano sempre dei cani randagi che lei adorava accarezzare (la leggenda vuole che la neo mammina abbia perso dieci anni di vita quando ha visto la sua piccola di diciannove mesi mettere l’intera manina nelle fauci di uno di loro!). E così siamo andati a messa e all’uscita la Dani era particolarmente contrariata: “Sì vabbè, ma i cani dov’erano???” Volevamo entrare di nuovo per chiedere un surplus di pazienza!

Espletato il rito della messa, nonostante l’assenza di cani, ci siamo diretti a piedi verso l’Hacienda. Di per sé si sarebbe trattato di una passeggiata piuttosto piacevole se non fosse stato per il tempo che definire “pazzerello” sarebbe davvero troppo poco. Prima un caldo soffocante, due secondi dopo pioggerellina leggera e fastidiosissima. Speriamo solo di non esserci buscati qualche malanno.

La strada per arrivare al “Santa Barbara” è una superstrada, quindi non sarebbe l’ideale per una passeggiatina tranquilla da domenica mattina. Ogni tanto però, non siamo stati qui abbastanza a lungo per capire la regola aurea dei turni, mezza strada (per il lungo!) viene chiusa al traffico e la gente ne approfitta per riversarsi con bici, skateboard, roller blade ecc. Noi ci siamo riversati col passeggino.

Una volta arrivati abbiamo fatto un bellissimo giro tra le stradine e le scalette che percorrono in lungo e in largo il centro commerciale (perché alla fine sempre di quello si tratta, coloniale fin che vuoi ma pur sempre centro commerciale è) guardando le vetrine e azzardando ad entrare in qualche negozio. Per inciso, quello contrario allo shopping e che mi farà pesare per una settimana di aver rinunciato a Pizza Hut è stato l’unico a trovare qualcosa per sè!

All’ora di pranzo la scelta era obbligata: Mateo Parilla! Dovete sapere che qui funziona così: tu fai un palazzo, ci metti una piazzetta in mezzo (meglio se coperta), tutto attorno ci metti delle “tiendas” cioè dei mini-negozietti aperti sulla piazzetta e obblighi tutti a cucinare le stesse identiche cose. La gente arriva, si siede dove vuole nella piazzetta, fa il giro e sceglie la tienda che espone le foto più convincenti dei piatti che prepara. Ordini, porti con te un totem (che in certi casi vibra quando il tuo piatto è pronto) che segnala che tu sei cliente di quella precisa tienda e che gli altri camerieri non devono venire a scassarti le … perché a te piacciono di più le foto del loro vicino.

Insomma, noi non abbiamo dovuto fare il pellegrinaggio delle tiendas perché dovevamo assolutamente tornare da Mateo Parilla. C’eravamo stati per il mio compleanno sei anni fa quindi era praticamente obbligatorio in nome dei bei vecchi tempi. E poi solo nominandolo potevo far togliere per un secondo Pizza Hut dalla testa di Luca!

La scelta obbligata è stata ripagata da piatti deliziosi a base di carne alla brace, cioè alla parilla, cucinata da Mateo. Credo.

Esaurito anche il rito del barbecue, mancava quello finale: il mercado de las pulgas. Lo ricordavamo come un mercatino composto da una decina di bancarelle sparse in una piazzetta appena fuori e invece in sei anni di cose ne sono cambiate moltissime: il Santa Fe’ de Bogotà mi vince il campionato (dopo trentasette anni di astinenza) e i posteggianti, non solo sono decuplicati, ma hanno dato vita a un’associazione con tanto di simbolo e partita iva. Tra un po’ c’era da aspettarsi che ti dessero pure lo scontrino per l’acquisto!

Durante il meraviglioso giro, quello contrario allo shopping e preso male con Pizza Hut ha dato qualche segno di insofferenza, ma alla fine la nostra buona azione nei confronti degli artigiani locali l’abbiamo fatta. C’era davvero di che perdere la testa: stoffe, gioielli, oggettistica varia e prodotti alimentari. C’era chi vendeva cani di razza e persino uno che offriva crema di marijuana dalle incomprensibili proprietà terapeutiche. Il tutto sotto l’occhio vigile della polizia, naturalmente.

Sono particolarmente orgogliosa dei pensierini che abbiamo preso per le due nonne ma ovviamente non mi sogno nemmeno di anticipare di cosa si tratta! Ihihih!



Besos,
I Longo









2 commenti:

  1. Ale! faccetta da canaia, buon complimese.
    Luca! buona la pizza!!!!!
    Dani! sembri un pò arrugginita nella prima foto ma poi sei tornata sorridente... ciao BIONDA! (zio Dani)
    Chiara è evidente chi porta i pantaloni in casa Longo. Vero Luca?
    siamo felici per la vostra domenica in FAMIGLIA.
    Un bacione TUTTI

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  2. Forte lo scritto! Chiara l'avevi poi preso vero il patentino da giornalista? La princesa nella prima foto è arrabbiata? Poi va tutto bene. Chiara come tutte le donne abilissima nella persuasione, San Luca però è il 18 ottobre. Il nino arrivando a voi ha trovato la felicità e non solo. Vi vogliamo tutto il bene del mondo.

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